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SCHEDA Dokken
Novembre e Dicembre 2004, Gennaio e Febbraio 2005

A cura di GIOVANNI "Dream Warrior" SALATI

Una spiccata, ma per l'epoca non certo esclusiva, cura dell'immagine (capelli "phonatissimi", abbigliamento multicolore…) e soprattutto tantissima "sostanza" (la voce melodica ed ispirata di Don Dokken, gli esplosivi "riffs" chitarristici di George Lynch…) hanno dato vita ad una delle "class hard 'n' heavy bands" (ma non solo in quest'ambito) più pregiate di sempre, se non alla più importante fra di esse.

I Dokken nascono nel corso della primissima parte degli anni '80, allorché Don Dokken, dopo vari ed infruttuosi tentativi di ottenere contratto negli Usa (intrapresi prima di tutto nei The Boyz accanto al batterista Mick Brown), si reca in quella che allora era la Germania Ovest ove incontra il produttore degli Scorpions, Dieter Dierks, che gli offre l'opportunità di partecipare ai cori per l'album "Blackout", degli Scorpions medesimi, e di registrare il proprio "demotape" quando la band tedesca non è in studio.

Il manager degli Accept, Gaby Hauke, una volta ascoltato quanto da Don realizzato, fa avere il nastro in questione alla Carrere Rec. ed è per tale etichetta discografica che Dokken firma il tanto sospirato "pezzo di carta". Il cantante richiama, quindi, dagli Usa il chitarrista George Lynch ed il batterista Mick Brown, che, con gli X-Citer, ha già più volte supportato i Dokken.

Al basso era originariamente programmata la presenza Juan Croucier ma, avendo quest'ultimo perso l'aereo per ben tre volte, le sue parti vengono suonate dal bassista degli Accept, Peter Baltes. Croucier, poi con i Ratt e dopo aver contribuito all'avvio della carriera della band, verrà successivamente sostituito da Jeff Pilson, ex-Cinema (la band del "guitar-guru" Mike Varney) ed ex-musicista per il musical "Rock Justice".

Uscito nel 1982, "Breaking The Chains" (lusinghiero il successo in Europa ma nient'affatto positivi i riscontri negli Stati Uniti), questo il titolo dell'album d'esordio dei Dokken, viene notato dalla Elektra che lo remixa e lo ripubblica negli U.S.A. ove rimane nelle classifiche della rivista "Billboard" (generalmente considerata la più autorevole in ambito musicale per quanto concerne classifiche di vendita e non solo) per svariati mesi.

Quattro invece, a testimonianza del successo subito raggiunto dai Nostri, sono i produttori (Michael Wagener, Geoff Workman, Tom Werman e Roy Thomas Baker) per "Tooth And Nail" del 1984 (anticipato da un tour tedesco) ed i progressi, nel suono ma anche a livello compositivo, sono netti. L'affermazione del gruppo, oltre un milione di copie di "T.&.N." vendute solo negli Stati Uniti, prosegue, però, di pari passo con non pochi problemi interni dovuti, anche e probabilmente soprattutto, alla difficile personalità di Don.

L'anno successivo (1985), e preceduto da un tour di supporto agli Scorpions, esce il capolavoro "Under Lock And Key" che fonde alla perfezione, o quasi, i due cardini essenziali dell'ispirato sound "dokkeniano": la potenza e la raffinata melodia. I nel frattempo, però, ulteriormente peggiorati dissapori interni al gruppo, fanno sì che i tre strumentsti, da un lato, ed il cantante, dall'altro, registrino separati "Back For The Attack" (1987-terzo album del gruppo, dopo "T.&.N." e "U.L.A.K.", a raggiungere lo status di disco di platino): altro caposaldo del class-metal, seguito, l'anno dopo (1988) dal live, splendido, "Beast From The East".

Fattisi però ormai insanabili i dissidi ad essa interni, in primo luogo fra George Lynch e Don Dokken, il gruppo si scioglie; con Don che fa uscire il suo "Up From The Ashes" (1990) e George a rispondere con i due primi album (1990 e 1992) dei suoi Lynch Mob. Nel 1992, la band si riunisce e, in pieno marasma cosiddetto "alternative" ed avendo essa ceduto alla moda del momento, si ripropone con gli scialbi "Dysfunctional" (1995) e "Shadowlife" (1997): a loro volta inframmezzati dal gradevole, in quanto "infarcito" anche di pezzi datati, live semi-acustico "One Live Night" (1996). Nuovamente lasciati i Dokken nel 1998, ed altrettanto nuovamente rivitalizzanti i suoi Lynch Mob, Lynch viene rimpiazzato dall'ex-Winger Reb Beach ed "Erase The Slate" (1999), pur non fantasmagorico e seguito dall'apprezzabile live "Live From The Sun" (2000), ci restituisce "i Dokken (quasi) di una volta".

A sua volta sostituito Beach con l'ex-Europe John Norum, i Nostri fanno uscire, nel 2002, il tanto valido quanto "stranamente un po' oscuro" "Long Way Home", mentre, subentrati nel 2003 (rispettivamente al posto di Norum e Pilson) l'ex-Warlock John Levin e l'ex-Malmsteen Barry Sparks, i Dokken, nel corso del 2004, tornano in forma accattivante con "Hell To Pay".

DISCOGRAFIA
1979-Back In The Streets-
(Don Dokken alla voce, George Lynch alla chitarra, Juan Croucier al basso, Mick Brown alla batteria)-Demo rubato alla band ed immesso sul mercato come bootleg illegale. Un'anticipazione di quel che di lì a poco sarebbe stato.
1983-Breaking The Chains-
(stessa formazione di "B.I.T.S.")-L'album d'esordio è parzialmente penalizzato da una produzione discutibile ma, in primo luogo ed a titolo di esempio, il ritornello della "title-track" e la prestazione vocale di Don su "Seven Thunders" convincono appieno.
1984-Tooth And Nail-
(Don Dokken, G.Lynch, M.Brown, Jeff Pilson al basso)-Il miglioramento è sensibile, pur essendo i Nostri partiti già molto bene, e la produzione è, stavolta, all'altezza. "Tooth And Nail", "Just Got Lucky" e la ballad "Alone Again" sono dei veri e proprio classici.
1985-Under Lock And Key-
(stessa formazione di "T.A.N.")-Un capolavoro assoluto, praticamente perfetto, o quasi. "Never Unchain The Night", "Till The Living End", "The Hunter", "Lightning Strikes Again" e "It's Not Love" (su tutte) sono altrettante gemme.
1987-Back For The Attack-
(stessa formazione di "U.L.A.K.")-Altro album imprescindibile per ogni "Dokken-maniaco" che rispetti e per ogni vero fan dell' "hard 'n' heavy" degli anni '80: ascoltare, per esempio, "Kiss Of Death", "Mr.Scary" e "Dream Warriors" per credere.
1988-Beast From The East-
(stessa formazione di "B.F.T.A.")-Live non poco sovrainciso ed altrettanto attentamente prodotto. Lynch, però, è da urlo ed i grandi classici non mancano affatto, inclusa "Dream Warriors", apparsa originariamente, a sua volta, anche all'interno della colonna sonora del film "Nightmare 3" ("da culto" il video relativo con i membri del gruppo ad interagire con i personaggi del film).
1994-Greatest Hits-
Il titolo dice tutto.
1995-Dysfunctional-
(stessa formazione di "B.F.T.E.")-I Nostri si "modernizzano" ma fanno solo un buco nell'acqua.
1995-One Live Light-
(stessa formazione di "D.")-Live semi acustico di pregevole fattura.
1997-Shadowlife-
(stessa formazione di "O.L.N.")-"Errare humanum est, perseverare diabolicum", dicevano i Romani. Ma, in questo caso, i Dokken non hanno dato loro ascolto: non ci siamo (si veda quanto scritto a proposito di "D.")
1999-Erase The Slate-
(Don Dokken, Jeff Pilson, Mick Brown, Reb Beach alla chitarra)-Un sano, anche se non altisonante, ritorno all'antico: in chiave, però, "positivamente contemporanea". Belle, in particolar modo, la "title-track", "Change The World", "Maddest Hatter" e "Voice Of The Soul".
1999-The Very Best Of Dokken-
Il titolo dice tutto.
2000-Live From The Sun-
(stessa formazione di "E.T.S.")-Un live non eccezionale ma certamente pregevole.
2002-Long Way Home-
(Don Dokken, Mick Brown, Jeff Pilson, John Norum alla chitarra)-La valida "Under The Gun" capeggia un disco "interessantemente oscuro".
2004-Hell To Pay"-
(Don Dokken, Mick Brown, Barry Sparks al basso, John Levin alla chitarra)-L'ispirazione non lascia a bocca aperta ma la classe e l'esperienza abbondano decisamente.
Alcuni approfondimenti su (sono "mini-recensiti" solo i titolo ritenuti maggiormente interessanti):

a)Don Dokken

1990-Up From The Ashes-(con John Norum alla chitarra, Peter Baltes al basso e Micky Dee alla batteria)-Don prosegue ottimamente sulla falsariga della band che ha capeggiato per un decennio.
Don ha poi, a vario titolo, collaborato, fra l'altro, con: i Black'n'Blue (1984), il progetto "Hear'n'Aid" (1985), i Twisted Sister (1985), gli Shy (1987), gli XYZ (1990), i Saint Vitus (per "C.O.D." del 1992), i Great White (in varie occasioni nel corso degli anni '90), i Vanden Plas (2000) .

b)George Lynch

1990-Lynch Mob: "Wicked Sensation"-(con, fra gli altri, Mick Brown)-Il Nostro, tenendo la barra sempre ferma in ambito hard-rock, vira, però, in senso più "sanguigno e blues-eggiante".
1992-Lynch Mob: "L.M."-(con, fra gli altri, Mick Brown)-Come sopra. Due album non eccezionali ma comunque godibilissimi.
1993-Sacred Groove-(con, fra gli altri, il mai troppo compianto Ray Gillen)-Cambiano i protagonisti ma, per fortuna, non la sostanza.
1999-Lynch Mob: "Smoke This"-Lynch Mob meets New Metal: bah…
2000-Will Play For Food-Cover varie.
2003-Lynch Mob: "Evil Live"
2003-Lynch Mob: "REvolution"-Un "quasi 'Best Of' ", fra momenti solisti e dei Dokken.
2003-Lynch/Pilson: "Wicked Underground"-Una valida collaborazione all'insegna di un hard-rock "ruvido e corposo".
2004-Furious George-Cover varie.

c)Jeff Pilson

1993-War&Peace: "Time Capsule"
1999-War&Peace: "The Flesh And Blood Sessions"-
2003-Pilson/Lynch: "Wicked Underground"-Si veda poco sopra-
2004-War&Peace: "The Walls Have Eyes"
Inoltre, numerose collaborazioni [tra le quali, a vario titolo, segnalo quello con: M.L.Firkins (1990), MSG (1992), C.Goldy (1993) e R.J.Dio (1993, 1996 e 2004-"Master Of The Moon")] nonchè partecipazione, tra gli altri, ai seguenti tributi: Led Zeppelin, Kiss, R.Stewart, AC/DC, Ozzy, Metallica, Van Halen, Aerosmith.

d)Barry Sparks

Fra gli altri, collaborazioni, a vario titolo, con: Malmsteen, MSG, John West, G.Bellas, T.McAlpine, Scorpions (su "Unbreakable" del 2004). Inoltre, album solista uscito nel 2004: "Can't Look Back".

 
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