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Scheda King's X
Giugno Luglio Agosto Settembre 2011

A cura di Giovanni "Dogman/Tape Head" Salati

Indubbiamente peculiarissimi, con il loro hard rock dalle forti tinte funk, soul e prog unite a vocalizzi tanto blues-gospel quanto british invasion, gli statunitensi King’s X affondano le proprie radici nel 1979, allorche’ il bassista/cantante Doug Pinnick ed il batterista Jerry Gaskill facevano parte di un progetto coordinato da Greg X. Voltz dei rockers cristiani Petra. Terminata questa breve esperienza, i Nostri entrano nel gruppo del poliedrico chitarrista cristiano Phil Keaggy (in quel momento impegnato a promuovere il proprio album “Ph’lip Side” del 1980) ed in occasione di una data del relativo tour, Gaskill fa la conoscenza del batterista del gruppo spalla di quella specifica serata.

Si trattava – quando si dice il destino – proprio di quel Ty Tabor con il quale, una volta terminata la suddetta tournee, Pinnick e Gaskill rientreranno in contatto visti i rispettivi impegni in gruppi – tutto sommato - “limitrofi”. Nascono cosi’ i The Edge i quali – dopo le brevi parentesi alla chitarra ritmica con Dan McCollam, prima, e Kirk Henderson, poi – mutano il proprio nome in Sneak Preview, decidono di proseguire come trio e realizzano, siamo nel 1983, il proprio omonimo debutto all’insegna di un gradevole impasto fra A.O.R., pop-rock e “radio-friendly hard rock”. Divenuti, nel frattempo, parte della touring band del vocalist, compositore e produttore rock cristiano Morgan Cryar (con Tabor e Pinnick che addirittura contribuiscono ad alcune canzoni dell’album “Fuel ON The Fire” del 1986), i Nostri entrano in contatto con Sam Taylor (in quel momento legato – a livello di produzione – agli ZZ Top) il quale li spinge a cambiare nome in King’s X ed a mutare indirizzo musicale in direzione di opzioni maggiormente sperimentali e complesse, agevolandoli non poco nel conseguimento di un contratto con la Megaforce Records (1987).

L’album d’esordio con il nuovo monicker esce nel 1988 e, intitolato “Out Of The Silen Planet” (un simile riferimento ad uno dei tanti scritti del britannico C.S.Lewis – poliedrico intellettuale tra religione e fantasy - lo faranno gli Iron Maiden con un pezzo in tal modo intitolato ed incluso nel loro “Brave New World” del 2000), pur non ricevendo trascendentali consensi di vendite, gode del pieno, e giustificatissimo, appoggio da parte della critica in quanto riuscitissimo ricettacolo di hard rock, tinte funk, richiami soul, rimandi prog e vocalizzi tanto blues-gospel quanto british invasion (Beatles ma non solo).

Al successivo 1989 risale l’altrettanto criticamente acclamato, ed un po’ piu’ commercialmente fortunato, “Gretchen Goes To Nebraska”: stile e qualita’ non hanno nulla da invidiare all’album precedente, non manca il riferimento a C.S. Lewis - "The Difference (In the Garden of St. Anne's-on-the-Hill)" – ed il video relativo al singolo “Over My Head” riceve una discreta rotazione su MTV. Immesso sul mercato nel 1990, e’ il terzo album “Faith, Hope, Love” – sulla scorta del singolo “It’s Love” e dell’ottimo funk di “We Were Born To Be Loved”– a raccogliere discreti consensi anche in fatto di vendite, con la band che va in tour con AC/DC e Living Color e che (nel 1991) riesce a far inserire la propria "Junior's Gone Wild" nella colonna sonora del film “Bill And Ted’s Bogus Journey”. E’ invece del 1992 – dopo il passaggio del gruppo alla Atlantic Records – il successivo “King’s X” il quale, nuovamente acclamato dalla critica e nuovamente non piu’ di tanto fortunato quanto a vendite (non estesissimo l’airplay ricevuto dal singolo “Black Flag”), si caratterizza tanto per un tono decisamente piu’ scuro rispetto al materiale precedente quanto per essere stato l’ultimo capitolo della collaborazione con Taylor il quale – qualche anno dopo – ammettera’ - a causa dei crescenti impegni della sua carriera di discografico - di non aver dato ai Nostri tutta la necessaria attenzione.

Con il grunge sulla cresta dell’onda, e sulla scorta delle dichiarazioni del bassista dei Pearl Jam Jeff Ament – stando al quale, i King’s X avrebbero inventato proprio il grunge (affermazione ardita, viste le chiare differenze stilistiche) – il gruppo, sotto l’egida di Brendan O’Brien (Stone Temple Pilots, Pearl Jam, etc …), da’ alle stampe il maggiormente muscolare e meno liricamente astratto “Dogman” il cui relativo tour promozionale includera’ l’apparizione alla commemorazione – sempre a Woodstock – del 25ennale del leggendario concerto del 1969.

I Nostri rientrano nella top 100 ma, nonostante cio’, l’interesse della Atlantic – anche sulla scorta delle non eccezionali vendite del successivo e, come sempre, molto valido “Ear Candy” (1996), giunge al termine mentre la band si accasa con la Metal Blade. Prodotti dal duo Pinnick&Tabor, i tre seguenti album – “Tape Head” del 1998 (clamoroso il riffone dell’opener “Groove Machine”), “Please…Come Home Mr. Bulbous” (2000) e “Manic Moonlight” (2001) – presentano, grosso modo, la medesima formula di “D.” e “E.C.” con la parziale eccezione dell’ultimo capitolo dell’appena menzionata “trilogia” – “M.M.”, quindi - le cui minori durata e complessita’, unite ad un certo “elettro-sperimentalismo” (loop di batteria, etc…), lasceranno insoddisfatto piu’ di qualche fan, ferme restando le “solite” critiche positive. Sara’ il seguente “Black Like Sunday” del 2003 – infarcito di pezzi dei tempi degli Sneak Preview riarrangiati alla bisogna (idem come sempre, in fatto di risultati, sia in termini qualitativi che di vendita) – a segnare l’ultimo capitolo in studio del rapporto con la Metal Blade mentre sara’ “Ogre Tones” – del 2005 – ad inaugurare quello con la Inside Out (gia’ etichetta dei dischi solisti di Tabor). Prodotto da Michael Wagener (Dokken, Extreme, Skid Row, Stryper, White Lion, etc …), “O.T.” segna un ritorno – meno muscolare e piu’ arioso – al suono “classico” del gruppo.

Si tratta, peraltro, di una traccia sonoro-stilistica alla quale – a sua volta – si rifara’ – vista la rinnovata presenza di Wagener - anche il successivo “XV” (2008) e cioe’ quello che – a tutt’oggi – e’ il piu’ recente studio album del gruppo.

Progetti Solisti

Doug Pinnick:

  • come POUNDHOUND “Massive Grooves…” del 1997 + “Pineappleskunk” del 2001
  • come membro dei SUPERSHINE (con Bruce Franklin dei Trouble) “Supershine” del 2000
  • come membro dei THE MOB (con Kelly Keagy dei Night Ranger e Reb Beach - Winger, Dokken, Whitesnake, Night Ranger, Alice Cooper) 1 album (2005)
  • come dUg Pinnick “Emotional Animal” del 2005 + “Strum Sum Up” del 2007
  • partecipazione a tributi a (fra gli altri): Jimi Hendrix, Van Halen, Pink Floyd, Kiss, Metallica
  • demo con Dimebag Darrell (Pantera) con cover di “Born Under A Bad Sign” dei Cream
  • Cantante al posto di Corey Glover nel corso del tour europeo dei LIVING COLOUR (agosto 2006)
Ty Tabor:
  • “Naomi’s Solar Pumpkin” del 1997
  • “Moonfloweer Lane” del 1998
  • “Safety” del 2002
  • “Rock Garden” del 2006
  • “Balance” del 2008
  • “Something’s Coming” e “Trip Magnet” del 2010
  • Album anche con i PLATYPUS (2), gli JUGHEAD (1), i THE JELLY JAM (3), gli XENUPHOBE (2)
  • Parti vocali su “Connect The Dots” dall’album “01011001” degli AYREON
Jerry Gaskill:
  • “Come Somewhere” del 2005
  • come batterista dei Black And Blues (con membri dei Dope): 1 Ep del 2005
Cristiani Oppure No ?

Il taglio prettamente introspettivo-spirituale dei testi soprattutto dei loro primi 3 album, e la loro prossimita’ professionale (soprattutto iniziale) all’ambiente del rock cristiano, ha indotto non pochi a classificare anche i King’s X all’interno della medesima “area musicale” di nomi come, fra gli altri (grosso modo), STRYPER, WHITE CROSS, BARREN CROSS, PETRA, NOVELLA, C.I.T.A., CROWN OF THORNS, NARNIA, DE GARMO & KEY, etc… Si tratta pero’ di una prossimita’ da non accentuare troppo viste determinate scelte, tanto personali (omosessualita’) che “filosofiche” (agnosticismo) di Doug Pinnick.

DISCOGRAFIA RAGIONATA (album in studio)
Come SNEAK PREVIEW
– S.P. – 1983 –
Gradevole esordio tra A.O.R., pop-rock e hard rock melodico
 
Come KING’S X
OUT OF THE SILENT PLANET – 1988 –
Splendido esordio all’insegna di un ottimo mix fra hard rock, funk, soul, blues, gospel e Beatles. Ascoltare, per esempio, “Sometimes” per credere.
GRETCHEN GOES TO NEBRASKA – 1989 –
Splendida conferma nel nome del grandioso mix di cui appena sopra. Il singolo “Over My Head” come ottimo “apripista”. Amatissimo dal parte della critica come l’altrettanto apprezzato predecessore (e forse piu’).
FAITH HOPE LOVE – 1990 –
Il singolo “It’s Love” introduce un altro album tanto arioso quanto grandioso.
KING’S X – 1992 –
Non “da empireo” come la fantastica trilogia di cui appena sopra ma, allo stesso tempo, certamente valido nei suoi colori piu’ scuri.
DOGMAN – 1994 –
I Nostri in versione irrobustita. Con validi risultati.
EAR CANDY – 1996 –
Prosegue validamente la traccia del proprio predecessore.
TAPE HEAD – 1998 –
Il riffone hard n funk dell’opener “The Groove” vale, da solo, l’intero album. Ma ovviamente – e come sempre – c’e’ molto di piu’.
PLEASE…COME HOME MR. BULBOUS – 2000 –
Le maggiori aperture funk di “T.H.”, rispetto a quanto fatto dai Nostri a partire dal 1992 (incluso) in poi, si confermano tutte.
MANIC MOONLIGHT – 2001 -
Tocco e classe non mancano di certo per un album meno complesso e piu’ “modernista” del solito.
BLACK LIKE SUNDAY – 2003 –
I pezzi inediti dell’epoca S.P. riarrangiati alla bisogna. Piacevole.
OGRE TONES – 2005 –
Un gradevolissimo ritorno alla luminosita’ del “periodo classico” dei King’s X.
XV – 2008 –
Sulla riuscita scorta del proprio predecessore.Bene cosi’.
N.B.: PEZZI INEDITI DAL “BEST OF” DEL 1997 “SALLY”, “APRIL SHOWERS”, “LOVER”
 
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