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Scheda Michael Schenker/M.S.G
Marzo-Aprile-Maggio 2006

A cura di Giovanni "Budokan" Salati

Fervente ammiratore di gruppi come Wishbone Ash e Mountain (e di chitarristi come J.Beck, E.Clapton, J.Page, L.West e J.Winter), l’autodidatta (!!!) “axe-man” tedesco Michael Schenker, tra gli ultimissimi anni ’60 ed i primissimi anni ’70, entra, ancora adolescente, negli Scorpions del fratello Rudolf (vedi scheda loro dedicata) per uscirne poco dopo (vi rientrerà successivamente, senza restarvi a lungo) ed unirsi agli U.F.O., al cui successo contribuisce in maniera notevole prima di andarsene, alla fine degli anni ’70, fra mille polemiche.

Costretto a rallentare la propria attività anche a causa dell’uso smodato di alcool e droghe, Schenker, dopo una brevissima permanenza negli Aerosmith (in quel momento orfani di Joe Perry), forma una propria band con il bassista B.Sheehan dei Talas (poi, tra l’altro, con D.L.Roth ed i Mr.Big) e col batterista D.Carmassi (fra gli altri, con Montrose, Gamma e Heart): un progetto che, però, non decolla. Non uso tuttavia a demordere, il Nostro (ri-)trova la propria strada realizzando un validissimo album con G.Barden (voce), S.Phillips (batteria, tra l’altro con i Toto), M.Foster (basso) e D.Airey (tastiere, tra gli altri con Ozzy e Deep Purple): “The Michael Schenker Group”, infatti, ricorda molto gli U.F.O. più energici.

Il secondo capitolo della storia solista di Schenker, uscito con la sigla “MSG” e realizzato da una formazione drasticamente modificata, seguirà di lì a pochissimo. Accanto a Schenker e Barden, ci sono stavolta C.Powell (batteria, tra l’altro con Rainbow e Malmsteen), C.Glen (basso, già con la Sensational Alex Harvey Band), e P.Raymond (tastiere, ex-U.F.O.), con l’album in questione a mantenersi su livelli ottimali e ad agevolare di certo l’uscita del fantastico live “One Night At Budokan” (registrato a Tokyo): purtroppo però, quest’ultimo, “canto del cigno” di una formazione poco dopo scioltasi per insormontabili problemi interni. Intrapreso un percorso di disintossicazione, Schenker rifonda il “Group”, con, tra gli altri, G.Bonnet alla voce (ex Marbles ed ex-Rainbow) e T.Mc Kenna alla batteria (ex-Rory Gallagher Band), e dà alle stampe un “Assault Attack” che ben riflette gli influssi blues di un Bonnet che di lì a poco, però, cederà il posto al redivivo Barden, mentre è T.Eyre, già in studio ai tempi di “A.A.”, a sostituire il nel frattempo dimissionario Raymond in occasione del successivo “Built To Destroy”. Sia “B.T.D.” che il seguente live “Rock Will Never Die” (con l’ex-cantante della Ted Nugent Band, Derek St.Holmes, alla voce) brillano, però, non più di tanto e, usciti dalla formazione sia Barden che Glen, il MSG si scioglie di nuovo, dopo un infruttuoso tentativo effettuato dal Nostro con R.Kennedy alla voce.

Schenker, di nuovo affetto da problemi personali, non trae nulla nemmeno da una collaborazione con D.Coverdale e F.Cosmo (Orion) e, ritornato in Germania (allora Occidentale), fonda il McAuley-Schenker Group, con l’aiuto di un R.Mc Auley alla voce (tra l’altro, ex-Grand Prix ed ex-GMT) al quale si uniscono S.Mann (chitarra e tastiere), R.Newton (basso, ex-Lionheart) e B.Schopf (battieria, ex-Lionheart), all’insegna dell’ottimo hard rock/heavy melodico di “Perfect Timing”. In occasione del relativo tour promozionale, c’è M.Perry (ex-Heaven, Waysted e Talas), con un Mann però rientrante in occasione del successivo “Save Yourself”. Nel corso del 1991, esce poi l’album omonimo della Contraband, super-gruppo part-time che vede il Nostro affiancato da membri di Ratt (Bobby Blotzer), Shark Island, Vixen e L.A.Guns (Traci Guns), ma nemmeno Schenker passerà indenne la prova alla quale il nefasto tsunami grunge-alternative sottoporrà l’hard-rock e l’heavy metal come li avevamo conosciuti nel corso, per lo meno, degli anni ‘80.

Da quel momento in poi, infatti, i punti salienti della pur corposa produzione di Michael (a parte la collaborazione nel G3 con J.Satriani e U.J.Roth e l’ “excursus” dei The Plot con P.Way-U.F.O., Waysted) verranno sostanzialmente a coincidere con i pur validi, ma mai popolarissimi, “Mc Auley Schenker Group”, “Written In The Sand” e “The Unforgiven” e, infine, con i suoi due brevi rientri negli U.F.O., concretizzatisi, a loro volta, in tre interessanti album di “caro vecchio hard rock” come “Walk On Water” (1995), “Covenant” (2000) e “Sharks” (2002). Per la fine del mese di aprile del 2006, in occasione del venticinquesimo anniversario del debutto del MSG, è previsto il ritorno di questa storica formazione con un “Tales Of Rock’n’Roll” che vedrà la partecipazione, dietro al microfono, dei principali cantanti dei quali Michael si è avvalso nel corso di questo quarto di secolo (R.McAuley, K.Keeling, G.Barden, L.Sundin e C.Logan).

Discografia
The Michael Schenker Group-1980-
Siamo ai tempi “eroici” della N.W.O.B.H.M. ed il Nostro non rimane di certo alla finestra. Riff affilati a più non posso per un album sicuramente fondamentale (“Armed And Ready”, “Cry For The Nations”, “Victim Of Illusion” e “Lost Horizon” su tutte).
MSG-1981-
Altra pietra miliare. L’attacco del Mad Axeman (tra l’altro, titolo di uno dei pezzi qui presenti), della sua celeberrima “sei-corde Flying V” (già suo marchio di fabbrica nel corso degli anni ’70) e dei suoi sodali, non prende prigionieri (ascoltare “Are You Ready To Rock?”, “Let The Sleeping Dogs Lie”, “Secondary Motion”, “On And On”, “But I Want More” per credere).
One Night At Budokan-1981-live-
Doppio live granitico, fatto di 13 pezzi, per lo più tratti dai primi due album. Su tutte, l’attacco Wagner (Cavalcata delle Valchirie)/“Armed And Ready”, l’assalto di “Are You Ready To Rock?” e la riuscitissima riproposizione di “Doctor Doctor”, sempiterno classico degli U.F.O. . Siamo di fronte ad uno dei live album più importanti della storia del rock duro.
Assault Attack-1982-
Sugli scudi l’elemento hard’n’blues (“Rock You To The Ground”, “Searching For A Reason”) ma il culmine dell’album è la epica “Desert Song”
Built To Destroy-1983-
Complessivamente si tratta di un album solo parzialmente riuscito ma alcune “zampate” graffiano ancora (“The Dogs Of War”, “Rock My Nights Away”, “Still Love That Little Devil”
Rock Will Never Die-1984-
Registrato a Londra, è un live tutto sommato più che discreto ma il confronto con quanto realizzato 3 anni prima non è proponibile.
Perfect Timing-1987-
Splendida virata in direzione del class-metal statunitense all’insegna, prima di tutto, di “Here Today, Gone Tomorrow” e “No Time For Losers”.
Save Yourself-1989-
Album di alti e bassi, tra una title-track al fulmicotone e brani non scintillanti.
Contraband:”Contraband”-1991-
Supergruppo hard’n’sleaze dai risultati qualitativi non eccezionali ma certamente gradevoli.
McAuley Schenker Group-1992-
Nietta virata qualitativa verso l’alto per un disco, però, uscito troppo tardi per salvarsi dal terremoto grunge-alternative. “Eve” è trascinante come poche, mentre “Paradise”, “We Believe In Love” e “This Night Is Gonna Last Forever” rimandano ai fasti di “Perfect Timing”.
Unplugged Live-1993-
Thank You-1993-
BBC Radio One Live-1995-
U.F.O:”Walk On Water”-1995-
(esce in Europa solo nel 1997. Prima di allora, era disponibile esclusivamente in Giappone) Il ritorno sulle scene degli U.F.O. più classici (Mogg, Way, Schenker, Raymond e Parker) dà origine ad uno dei migliori dischi mai realizzati dalla band con, tra l’altro, un Michael letteralmente sugli scudi in occasione, in particolare, di “Venus”, “Pushed To The Limit” e “Knock Knock”.
Written In The Sand-1996-
Dai fratelli Johansson arriva L.Sundin per un buon disco all’insegna di un interessante hard’n’blues (la title-track e “Love Never Dies” su tutte).
The Michael Schenker Story Live-1997-
A L.Sundin si alterna, dietro il microfono, D.Van Landing il quale, oltre a collaborare a più riprese con il Nostro, si era già fatto notare con gli Erotic Liquid Culture e i Crimson Glory di “Astronomica”.
The Unforgiven-1999-
E’ K.Keeling (Baton Rouge, Unruly Child) a coadiuvare Michael e ad aiutarlo nella realizzazione di secco ed asciutto disco di hard’n’blues (“Rude Awakening” e “In And Out Of Time” su tutte).
The Unforgiven World Tour Live-1999-
Adventures Of The Imagination-2000-
U.F.O.:”Covenant”-2000-
Semi-ri-reunion con Way, Mogg e Schenker ma senza Raymond e con un Parker sostituito da A.Dunbar (Journey, Whitesnkae, etc…). Decisamente più blues-eggiante di “W.O.W.”, e certamente molto valido (“Fool’s Gold” su tutte), non ne raggiunge, però, i fasti qualitativi.
Thank You Vol.2-2001-
The Odd Trio-2001-
Dreams And Expressions-2001-
Be Aware Of Scorpions-2001-
Il valido contributo vocale di C.Logan non salva pienamente un Michael non ispiratissimo che, però, mostra di non aver del tutto perso le proprie vere capacità (“No Turning Back” e la complessa “Blinded By Technology” su tutte).
Thank You Vol.3-2002-
U.F.O.”Sharks”-2002-
La formazione di “C.” prosegue il percorso intrapreso due anni prima e dà alle stampe un album di indubbia caratura che trova in “Serenity”, “Fighting Man” e “Shadow Dancer” i propri momenti migliori.
Arachnophobia-2003-
The Plot (M.Schenker+P.Way)-2003-
Thank You Vol.4-2003-
The Endless Jam-2004-
The Endless Jam Continues-2005-
Heavy Hitters-2005-
 
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