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Scheda Mother Love Bone
Febbraio Marzo Aprile Maggio 2010

A cura di Giovanni "Holy Roller/Stardog Champion" Salati

Attivi per soltanto due anni – dal 1988 al 1990 – i Mother Love Bone hanno comunque lasciato un’impronta certamente indelebile nell’ambito della scena hard &grunge che, di li’ a non molto, avrebbe cambiato non pochi connotati del panorama rock internazionale. Guidati dal carismatico frontman Andrew Wood, i M.L.B. vanno senza dubbio ricordati per la loro riattualizzazione, in chiave psichedelicheggiante, dell’immortale lezione dei Led Zeppelin piu’ sanguigni e, per valutarne l’eredita’ artistica, e’ praticamente impossibile non citare, per lo meno, nomi come Temple Of The Dog, Soundgarden e, soprattutto, Pearl Jam.

Sviluppatisi dalle ceneri della cover band Lords Of The Wasteland e fondati nel 1988 dagli ex-Green River (nome fondamentale per tutta l’ala piu’ indie della scena grunge quella cioè, in primo luogo di Mudhoney e Nirvana) Jeff Ament, Bruce Fairweather e Stone Gossard, dall’ex-Malfunkshun Andrew Wood e dall’ex-Ten Minute Warning ed ex-Skin Yard Greg Gilmore, i Nostri – trascinati in primo luogo dall’intensita’ delle loro esibizioni dal vivo – iniziano a farsi un nome nell’ambito della scena di Seattle ed e’ del 1989 l’EP di debutto intitolato “Shine” il cui buon successo e’ possibile abbia avuto un ruolo non irrilevante relativamente alla diffusione di quello che, di li’ a poco, sarebbe diventato il “nuovo verbo del rock”.

Nel corso del mese di marzo del 1990, il debutto sulla lunga distanza - “Apple” - era pronto per essere immesso sul mercato ma proprio a ridosso dell’uscita, Wood, noto (oltre che per le sue capacita’ sia creative che di intrattenitore) anche per chiari problemi di droga, moriva a causa di un’overdose di eroina.

L’album – acclamato tanto per la propria intrinseca qualita’ musicale (indiscutibile) quanto per l’emozione suscitata dagli avvenimenti citati poco sopra – usciva a luglio del medesimo anno, conquistandosi a pieno titolo il diritto di essere incluso nella top 10 di un’intera generazione ormai tutt’altro che distante dalla massima esposizione mondiale.

In seguito alla morte di Wood, Gossard ed Ament vengono avvicinati da Chris Cornell (Soundgarden) in merito alla possibilita’ di dare vita ad un progetto teso ad onorare la memoria del frontman scomparso (amico e compagno di stanza del medesimo Cornell) e dall’assesnso degli interpellati nascono i Temple Of The Dog (dal testo di “Man Of Golden Words” dei M.L.B.) i quali, nel corso del 1991, daranno alle stampe il loro album omonimo. Dopo i T.O.T.D. , Gossard ed Ament danno vita – con Eddie Vedder, Mike Mc Ready e Dave Krusen – ai Pearl Jam.

Dal canto suo, Fairweather – dopo aver suonato con gli psychedelic rockers Love Battery – ritorna nel 2006 con i The Press Corps mentre Gilmore, dopo aver militato nei Chubby Children, ha partecipato alla reunion dei Ten Minute Warning.

Discografia
1989 – SHINE –
L’ep di debutto. Hard & grunge zeppeliano e pungente ma non certo privo di momenti maggiormente sognanti (“Chloe Dancer/Crown Of Thorns”). 4 pezzi + una “ghost track” per un assaggio davvero promettente.
1990 – APPLE –
Davvero una piccola gemma all’insegna di un hard rock Zep&psych tutt’altro che privo di una certa “urgenza”. L’incalzante “This Is Shangri-La”, la suadente “Stardog Champion” e la pimpante “Holy Roller” come magnifico trittico iniziale di un disco vivamente consigliato.
 
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