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Scheda Quiet Riot
Marzo-Aprile-Maggio 2008

A cura di Giovani "Metal Health" Salati

Nel 1983 e nel 1984, il successo dei Quiet Riot, e del loro hard’n’ heavy diretto, melodico e corale, ha largamente contribuito a quello complessivo del scena hair (/glam/melodic-class/pop/street/etc…) metal, soprattutto statunitense, degli interi anni ’80. Varie le teorie relative all’origine del nome dei Nostri. Stando ad una di esse, l’appellativo in questione proverrebbe da una frase tratta dal romanzo “Giles Goat-Boy” di John Barth (uscito nel corso degli anni ’60), mentre, secondo altri, all’origine di tutto ci sarebbe un gioco di parole con il titolo di un pezzo dei Clash (“White Riot”). In ogni caso però, nel corso di un’intervista radio che la band diede nel 1979, K.DuBrow (vedi più avanti-n.d.G.S.) affermò che il nome del gruppo venne fuori nel corso di una conversazione con R.Parfitt (Status Quo), il quale avrebbe affermato di ritenere Quite Right (e da lì i Nostri avrebbero elaborato Quiet Riot) un buon appellativo per una formazione musicale. I Nostri occupano il 100esimo posto della classifica di VH1 specificamente dedicata ai “100 Artisti Hard Rock Più Importanti” e si caratterizzano anche per una delle più famose mascotte in ambito hard ‘n’ heavy. Essa raffigura un uomo (a volte proprio K.DuBrow) con indosso una maschera facciale ed una camicia di forza e, comparsa peraltro in quasi tutti gli album del gruppo, è indubbiamente una delle più riconoscibili, accanto a Eddie (Iron Maiden), Vic Rattlehead (Megadeth) e Snaggletooth (Motorhead). Attorno alle 17:20 di domenica 25 Novembre 2007, Kevin DuBrow, il cantante storico della formazione, è stato rinvenuto morto, all’età di 52 anni, nella propria abitazione di Las Vegas. La probabile causa del decesso è da ricondursi ad un’overdose accidentale di cocaina. Quasi sicuramente, i Quiet Riot sono noti ai più grazie alla loro riproposizione del pezzo glam-rock anni ’70 “Cum On Feel The Noize”, originariamente realizzato dalla formazione britannica degli Slade e, inoltre, rivisitato anche dalle Runaways di J.Jett e L.Ford. La canzone in questione, nell’ambito della quale gioca un ruolo di primo piano la voce potente ed abrasiva di DuBrow, appare nell’album “Metal Health” del 1983: il primo album hard and heavy a raggiungere il primo posto della classifica di Billboard. DuBrow, tra l’altro, aveva registrato un album solista nel 2004, intitolato “In For The Kill”, mentre il più recente album dei Q.R. , “Rehab” (nomen, purtroppo, soltanto quasi omen…), era stato immesso sul mercato nel corso del mese di ottobre del 2006. E’, quindi, prima di tutto in memoria di DuBrow che la scheda che leggete è stata concepita e scritta. I Quiet Riot nascono a Los Angeles attorno al 1975 includendo nella propria formazione R.Rhoads (6-12-56/20-3-82, l’ovviamente indimenticato primo chitarrista dell’Ozzy Osbourne solista) alla ‘sei corde’, K.DuBrow alla voce (entrambi appena usciti da un precedente progetto dal nome Violet Fox), D.Forsyth alla batteria e K.Garni al basso.

I loro due primi album, “Q.R.” e “Q.R.II”, usciti rispettivamente nel 1977 e nel 1978 dopo che i Nostri (al pari di formazioni contemporanee come, ad esempio, Van Halen, Xciter e London) avevano faticato non poco, nonostante fossero una delle presenze fisse dei locali di Los Angeles, ad ottenere un contratto discografico (del resto, all’epoca, è la disco-music ad imperare…), sono caratterizzati da una chiara impronta pop-rock adolescenziale al meglio esemplificata dal fortunato singolo “Slick Black Cadillac”, particolarmente apprezzato in Giappone. Poco prima, però, dell’immissione sul mercato di “Q.R. II”, il portoricano R.Sarzo sostituisce al basso K.Garni e, alla vigilia del relativo del relativo tour promozionale, R.Rhoads esce dal gruppo per unirsi a quello di O.Osbourne. Visti tali cambiamenti, D.Forsyth cessa del tutto la propria attività musicale mentre R.Sarzo, i Quiet Riot ormai nel frattempo scioltisi, prima rifonda gli Angel (nome fondamentale per ogni amante dell’AOR-pomp; vedi anche più avanti – n.d.G.S.) e, successivamente, entra anch’egli nel gruppo di O.Osbourne. K.DuBrow, per parte sua, dà vita ai DuBrow con F.Banali alla batteria (ex Hughes/Thrall), C.Cavazo alla chitarra (ex Snow) e C.Wright al basso (successivamente con i Giuffria di Greg Giuffria – a sua volta già negli Angel – n.d.G.S.), quest’ultimo, a stretto giro di posta, sostituito da un R.Sarzo il quale, dopo la morte di R.Rhoads, ha trovato troppo difficile, visto il sempre presente ricordo dell’amico scomparso, continuare con O.Osbourne. Per la nuova formazione in tal modo assemblatasi, viene ripreso il nome Q.R. ed il primo disco della nuova band, “Metal Health”, riuscitissima risposta hard and heavy statunitense e “ottantiana” (e con musicisti decisamente più competenti) al glam rock britannico settantiano di Sweet, G.Glitter e soprattutto Slade (per quanto concerne, invece, Marc Bolan ed i T-Rex, la questione è, almeno parzialmente, diversa), dilaga, soprattutto oltreoceano, con oltre 5 milioni di copie vendute.

Immesso sul mercato l’11-3-1983, “M.H.”, sin da subito largamente apprezzato, esplode letteralmente e definitivamente con l’uscita del singolo “Cum On Feel The Noize”, avvenuta il 27-8 del medesimo anno. Questa cover del successo degli Slade risalente al 1973 (con il glam rock britannico anni ’70 “flirtarono” intensamente, tra gli altri, anche le Runaways di Lita Ford e Joan Jett) rimase due settimane al 5° posto della classifica statunitense di Billboard (19 e 26 Novembre 1983). Si tratta della prima canzone hard and heavy a raggiungere una simile posizione nell’ambito della classifica pop a stelle e strisce ed un tale successo trainò “M.H.” al primo posto della medesima classifica relativa agli album: un piazzamento mai raggiunto prima da un disco di questo genere musicale (26 Novembre 1983). I Q.R. sono stati, quindi, il primo gruppo hard and heavy ad avere, nel corso della medesima settimana, un proprio singolo nella top 5 ed un proprio album (peraltro, 5 volte disco di platino !!! ) al numero 1 della classifica statunitense. Ad un simile risultato non fu certo estranea la intensa programmazione che MTV fece del relativo video promozionale: un fenomeno che si ripeterà, di lì a pochissimo, per gruppi come, tra gli altri, Def Leppard e Motley Crue. Occupando quella posizione di vertice fino ad allora appartenuta nientemeno che a “Synchronicity” dei Police, “M.H.” agevolò notevolmente l’affermazione commerciale del genere hard and heavy, un cui gruppo rappresentante si trovava in quel momento, e del tutto inaspettatamente, a competere, anche in termini di vendite, con, per esempio, “Can’t Slow Down” di Lionel Riche (l’album che include, tra l’altro, il mega hit “All Night Long”) e “Thriller” di Michael Jackson (l’album pop più venduto di tutti i tempi). La title-track del disco, originariamente fatta uscire in contemporanea con esso (e quindi, nuovamente, l’11-3-1983), raggiunse, poi, ai primi del 1984, il 31° posto: un piazzamento ottenuto anche grazie sia alla sua inclusione nella colonna sonora del film “Footloose” (con Kevin Bacon) sia alla notevole attenzione dedicatale, anche in questo caso, da parte di MTV. Il successivo “Condition Critical” (1984), composto probabilmente in maniera almeno parzialmente affrettata sull’onda del megasuccesso dell’esordio, si conferma su livelli ben più che validi, riproponendo sostanzialmente, ma in tono minore, i fasti tanto qualitativi quanto commerciali del proprio predecessore. Immesso sul mercato il 7-7-1984, il disco, ancora una volta trainato da una riuscita cover degli Slade, in questo caso “Mama, We’re All Crazee Now” (riproposta, anch’essa, da parte delle già menzionate Runaways), vendette “solo” 1 milione di copie e diede vita, vista anche la relativa delusione, alle prime tensioni interne al gruppo. Si tratta di complicazioni interpersonali dovute, anche, a quei chiari riferimenti agli Slade che per lo meno parte della band (e ciò, in una certa misura, in contrasto anche con produttore e casa discografica) riteneva eccessivamente evidenti. E mentre un quantomeno parzialmente scontento DuBrow, peraltro dotato anche di un carattere per nulla facile, iniziava a rendere noto, in maniera decisamente polemica, ai gruppi della nel frattempo in affermazione scena di Los Angeles come fossero stati anche i Q.R. ad aprire loro la strada ed intratteneva rapporti piuttosto burrascosi sia con i mass media che con la casa discografica del gruppo, Sarzo, anche a fronte di nuove opportunità nel frattempo prevenutegli, lascia i Nostri-lo sostituisce T.Aldridge (già suo collega ai tempi di O.Osbourne)-per suonare, prima, con T.McAlpine (MARS, Project Driver) e, successivamente, con gli Whitesnake. Il seguente ‘III’ (1986), con il redivivo C.Wright nuovamente al basso, vira, nel frattempo, in senso decisamente più smussato con un DuBrow, però, tanto non pienamente a proprio agio in un contesto caratterizzato da un notevolissimo innesto melodico (“Hysteria” dei Def Leppard è, stilisticamente, tutt’altro che lontano) quanto non più gestibile sotto il profilo caratteriale. Il relativo ‘rimpasto’ segue di lì a poco ed il prescelto alla voce è P.Shortino (Rough Cutt e, insieme a tanti altri, Hear’n’Aid) con il quale, e con S.McNab al basso, i Nostri realizzano ‘QR’ (1988): un album certamente valido (caratterizzato da una spiccata vena blues) ma poco foriero di soddisfazioni commerciali. Banali inoltre, visto anche l’appena ricordato non eclatante successo del disco in oggetto, inizia a partecipare ai concerti degli WASP, in tal modo allontanandosi sempre più da un gruppo la cui attività, per di più, risultava seriamente ostacolata dalla battaglia legale nel frattempo iniziata da parte di DuBrow (ad onor del vero, fondatore della band) per controllarne il nome. Shortino e McNab, anch’essi comprensibilmente poco propensi a cessare la propria attività viste le sopra delineate ‘cause di forza maggiore’, fondano i Bad Boys (con l’ex Talas ed ex-MSG Mitch Perry alla chitarra), mentre Dubrow dà vita ai Little Women.

Per i Quiet Riot sembrava, quindi, ancora una volta finita. Attorno al 1991, però, DuBrow and Cavazo cominciano a lavorare nuovamente insieme negli Heat per poi, di lì a poco, riutilizzare il nome Quiet Riot ed infine registrare il nuovo album ‘Terrified’ (1993) con Kenny Hillery al basso (uscito dal gruppo nel 1995, si toglierà tragicamente la vita il 5-6-1996) ed un redivivo Banali. Sempre nel 1993, poi, DuBrow immette sul mercato “The Randy Rhoads Years”, retrospettiva relativa, appunto, al primo periodo del gruppo, mentre ‘Down to the Bone’ (1995), con Wright ancora una volta al basso, uscirà due anni dopo seguito, nel 1996, da un “Greatest Hits” sì privo di riferimenti tanto ai tempi di Rhodes quanto ai due album degli anni ’90 ma che, d’altro canto, non soprassiede sull’album del 1988 con Shortino alla voce. Nel 1997, una performance estemporanea ad una festa organizzata da Marilyn Manson convince anche Sarzo a rientrare e, riattivata nella propria formazione originale, la band intraprende un tour statunitense discretamente apprezzato, nonostante qualche incidente di percorso, allorché, per esempio, DuBrow è costretto a passare una notte in carcere a Charlotte (North Carolina), vista la denuncia contro di lui da parte di un fan infortunatosi ad una precedente esibizione dei Nostri. Tale disavventura ed altre simili sono, probabilmente ed auto-ironicamente, all’origine del titolo dell’album ‘Alive And Well’ (1999 – potente la produzione per un mix di pezzi già noti e nuove composizioni), seguito, due anni dopo, da ‘Guilty Pleasures’ (2001). Non baciati però da qualsivoglia rinnovato/rilevante successo commerciale, i Nostri si sciolgono nel 2003 (Sarzo nel 2004 entra a far parte della Ronnie James Dio Band) per riunirsi nuovamente nel 2005, includendo DuBrow (che nel 2004 aveva nel frattempo dato alle stampe l’album solista “In For The Kill”), Banali, Wright ed il chitarrista Alex Grossi, e partecipare “Rock Never Stops Tour” con Cinderella, Ratt e FireHouse. Il tasso di instabilità interna alla band resta, però, piuttosto alto ed a gennaio del 2006 tanto Grossi quanto Wright sono fuori dal gruppo, con anche Tracii Guns (L.A.Guns e Brides Of Destruction) destinato, causa non conciliabili divergenze stilistico-musicali, ad una permanenza meteorica di non più di due settimane. Non troppo più a lungo ‘resisteranno’, poi, i chitarristi B.Morris e N.Citron, i bassisti T. Franklin (tra gli altri, The Firm e Blue Murder), S. Mc Nabb e W. Carver. Al fine, quindi, di fare il punto della situazione, Banali, nel corso di un’intervista dell’agosto del 2006, rende noto il rientro in formazione sia di Grossi che di Wright anche se, in occasione dell’uscita di “Rehab” (2006) avvenuta circa due mesi dopo, si noterà come della partita siano invece, oltre a DuBrow e Banali, Franklin e Citron, con G.Hughes (si veda, tra l’altro, la scheda ad egli dedicata presente in questo sito – n.d.G.S.) come ospite. Il 13 di luglio del 2007, i Nostri partecipano al festival glam/hair metal “Rocklahoma” con uno stato d’animo certamente lontanissimo da quello con il quale avrebbero accolto la notizia, riportata il successivo 25-11 dal sito The Vegas Eye, stando alla quale, lo stesso giorno, DuBrow sarebbe stato trovato morto nel proprio appartamento: una tragedia confermata da Banali, via e-mail, alla rivista spagnola “The Metal Circuì” con le seguenti parole: “…rispettate la mia privacy ora che compiango la scomparsa ed onoro la memoria del mio più caro amico, Kevin DuBrow”. Il successivo 10-12, vengono diramati ulteriori dettagli in base ai quali DuBrow sarebbe stato dichiarato deceduto il precedente 25-11 in seguito ad una overdose di cocaina verificatasi, più o meno, 6 giorni prima. Circa un mese più tardi, lo stesso Banali, il 14-1-2008, rilascia il seguente comunicato relativo alla fine definitiva dei Quiet Riot: “…nonstante io sia ancora attivamente coinvolto negli interessi commerciali dei Quiet Riot, ed abbia intenzione di continuare ad esserlo, respingo qualsivoglia suggerimento relativo a fare in modo che i Quiet Riot continuino ad esistere come entità dal vivo…Kevin era troppo importante per farne a meno…Che possa riposare in pace….

Discografia
QUIET RIOT -1977- QUIET RIOT II - 1979-
METAL HEALTH - 1983- CONDITION CRITICAL - 1984-
QR III - 1986- QUIET RIOT - 1988-
TERRIFIED - 1993- DOWN TO THE BONE - 1995-
ALIVE AND WELL - 1999- GUILTY PLEASURES - 2001 -
REHAB - 2006 -  
 
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