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SCHEDA SCORPIONS
Maggio 2002

A cura di GIOVANNI "Hurricane" SALATI

Provenienti da Hannover (allora ancora Germania Ovest), Klaus Meine (voce) e Rudolf Schenker (chitarra ritmica) sono i due veri pilastri di questa leggendaria formazione teutonica. La saga degli scorpioni più velenosi del pianeta si incrocerà, durante gli anni ’70, con i destini di due talentuosissimi chitarristi solisti come Michael Schenker e Ulrich “Uli” Roth, mentre, a partire dagli anni ’80, sarà il non poco “vanhaleniano” Matthias Jabs ad unire le proprie forze con quelle della band. Tuttociò, però, senza mai intaccare il “primato” del suddetto “duo terribile”. Rudolf fonda un proprio gruppo già nel 1965 (!) e, quando suo fratello minore Michael diventa angraficamente abbastanza adulto, anch’egli entra nella formazione la quale, peraltro, già vede Klaus alla voce. L’album d’esordio, “Lonesome Crow”, risale al 1971. L’anno successivo il prodigioso Michael entra a far parte degli U.F.O. e, dopo l’ingresso all’interno della line/up del “super/hendrixiano” Ulrich “Uli” Roth, bisognerà attendere il 1974 per il secondo album degli Scorpions (“Fly To The Rainbow”).

Segue a ruota, siamo nel 1975, “In Trance” che vira decisamente in direzione più tipicamente hard/rock, dopo le sperimentazioni dell’esordio ed il “mood” “iper/spaziale” di “Fly…”. Il 1976 è contrassegnato dall’uscita di “Virgin Killer” : duro e melodico allo stesso tempo, ispiratissimo ma anche astutamente accompagnato da una più che controversa copertina, raffigurante una dodicenne nuda in posa ammiccante. Con il successivo “Taken By Force” (1978), fa la propria comparsa una decisa vena epica che permette ai Nostri di affermarsi prepotentemente anche in Giappone. A testimoniare quanto appena scritto è adattissimo il live “Tokyo Tapes”. Uscito anch’esso nel corso del medesimo 1978, esso non fa minimamente notare, dal punto di vista esecutivo, l’esistenza di una invece ormai irreparabile frattura fra Klaus Meine e Rudolf Schenker, da un lato, e Ulrich “Uli” Roth dall’altro. Per “Lovedrive” del 1979, infatti, è il redivivo Michael, uscito, nel frattempo, dagli U.F.O., a tornare in formazione ma a causa della sua inaffidabilità in sede live però, dovuta, quest’ultima, all’abuso di alcool, entra al suo posto Matthias Jabs: in realtà già a suo tempo scelto per rimpiazzare Roth ma improvvisamente accantonato per dare un’ultima possibilità al fratello di Rudolf. Oggetto del contendere fra il “duo terribile”, da un lato, e Michael Schenker ma soprattutto “Uli” Roth dall’altro ?

La conquista del mercato U.S.A. ed i relativi aggiustamenti sonori e di songwriting da effettuare onde ottenere tale risultato. La condivisione da parte di Jabs di un simile progetto infatti, a differenza di quanto manifestato in proposito dai suoi due predecessori, è altamente probabile che ne abbia garantito la ormai più che ventennale permanenza all’interno della band. Da quel momento in poi, il sound si fa decisamente meno spigoloso e sicuramente più accattivante. Continui tour poi, uniti alla melodicità ispiratissima di albums come i superlativi “Animal Magnetism” (1980), “Blackout” (1982) e “Love At First Sting” (1984), permettono agli Scorpions di conquistare gli U.S.A., e da lì, definitivamente, il mondo, superando anche i problemi alle corde vocali di Meine (come suo sostituto si pensò anche a Don Dokken) e testimoniando un assoluto stato di grazia dando alle stampe il fantasmagorico “World Wide Live” (1985). Dopo 3 anni di meritato riposo, i Nostri si ripropongono con un binomio tanto “cromato” nei suoni e nella produzione quanto qualitativamente meritevole come “Savage Amusement” (1988) e “Crazy World” (1990).

In piena “bufera” “grunge/alternative” esce, siamo così giunti al 1993, “Face The Heat”, apprezzabilissimo ma non certo eccezionale, a sua volta seguito, tre anni dopo (esce, nel frattempo, nel 1995 il nuovo album dal vivo “Live Bites”), dal sottotono “Pure Instinct” (1996) al quale farà poi seguito, nel 1999, il negativamente sorprendente “Eye II Eye”: un album, quest’ultimo, privo di idee realmente valide e sconsideratamente affidatosi, in tema di soluzioni sonore, a completamente malriuscite contaminazioni “elettronico/sintetiche”. Frutto della collaborazione con l’Orchestra Filarmonica di Berlino, “Moment Of Glory” vede la luce nel 2000, accostando la musica classica alla storia dell’ hard ‘n’ heavy, mentre risale al 2001 “Acoustica” : rivisitazione “unplugged” di una lunghissima carriera. A fine maggio del 2002 è previsto, infine, l’ingresso sul mercato di un nuovo “best of”: intitolato “Bad 4 Good” ed arricchito da due nuovi inediti.

DISCOGRAFIA BREVEMENTE COMMENTATA
 
1971-LONESOME CROW-
Strano è dire poco. Psichedelìa, hard/rock, beat e spruzzi di jazz e rock “spaziale” per un esordio che spiazza.
1974-FLY TO THE RAINBOW-
“Space hard/rock” a mille. I lunghi assoli “ultra/hendrixiani” di Roth la fanno da padrone.
1975-IN TRANCE-
Virata in puro stile hard/rock. Via le sperimentazioni e via le “influenze spaziali”. La chitarra di Roth (colma di riferimenti a Hendrix ed a Blackmore), come la band tutta, punta al sodo. E vince. La title/track, “Living And Dying” e “Top Of The Bill” su tutte.
1976-VIRGIN KILLER-
Copertina controversa per un album eccellente. Tra momenti “poetici” (“white Raven”), potenza (la title/track) e pimpante hard/rock (“Backstage Queen”).
1978-TAKEN BY FORCE-
Un bell’album, contrassegnato tanto da una sana vena hard/rock quanto da corposi innesti epici.
1978-TOKYO TAPES-
Quasi il “best of” live della band per quanto riguarda gli anni ’70. Perfetta sintonia esecutiva fra il granitico duo Rudolf/Klaus e la solista strabordante di Roth.
1979-LOVEDRIVE-
Un ottimo disco di transizione a metà strada fra il sound degli anni ‘70 e quello che contraddistinguerà gli Scorpions nel corso della decade successiva. La potente title/track, la cangiante “Is There Anybody There ?” e la dolce “Holiday” su tutte.
1980-ANIMAL MAGNETISM-
Primo album con Jabs. E siamo su ottimi livelli. Gli influssi “settantiani” si sentono ancora (ad esempio in occasione della ballad “Lady Starlight”) ma la radiofonicissima “Make It Real” e la quadrata, nonché futuro “stra/classico”, “The Zoo” ci offrono ottimi assaggi di quella che sarà una decade splendida.
1982-BLACKOUT-
Diretto e melodico. Dispensa momenti di intenso head/banging (la title/track), languide ballads (“When The Smoke…”) e pezzi “super/ruffiani” certo, ma anche altrettanto incisivi (“No One Like You”). Eccellente.
1984-LOVE AT FIRST STING-
Capolavoro! Infarcito di songs fresche e d’impatto che diventeranno altrettanti classici. Alcuni nomi ? “Coming Home”, “Bad Boys Running Wild”, “Big City Nights” e “Rock You Like A Hurricane”. Ciliegina sulla torta ? La stupenda power/ballad “Still Loving You”. Da avere ad ogni costo!
1985-WORLD WIDE LIVE-
Monumentale! I Nostri al top della forma. Uno dei migliori live albums dell’intera storia dell’hard ‘n’ heavy.
1988-SAVAGE AMUSEMENT-
Sapientemente “super/cromato”, “americano” e “ultra/radiofonico”. Bella, tra l’altro, la rilettura del classico, originariamente targato The Who, “Can’t Explain”.
1990-CRAZY WORLD-
Come sopra, con in più l’enorme effetto/traino dovuto alla notevolissima affermazione internazionale della splendida ballad “Wind Of Change”.
1993-FACE THE HEAT-
Indubbiamente un buon album il cui unico vero “torto” è stato quello di vedere la luce agli inizi di un periodo non certo favorevole per il buon vecchio hard‘n’heavy. La potente ed “insolitamente oscura” “Alien Nation”, le accattivanti “Taxman Woman” e “Someone To Touch” nonché la “quadrata” “No Pain, No Gain” colpiscono in pieno il bersaglio.
1995-LIVE BITES-
Un buon live, anche se tutt’altro che imprescindibile.
1996-PURE INSTINCT-
Uscito in piena “età alternative”, si tratta di un album sottotono che paga in pieno il prezzo della mancanza di una chiara direzione in termini ideativo/ispirativi.
1999-EYE II EYE-
Pessimo. Spompato e maldestramente “elettro/modernista”.
2000-MOMENT OF GLORY-
The Scorpions meet classical music. Suggestivo.
2001-ACOUSTICA-
L’essenzialità tipica di questa veste sonora non intacca la bellezza di tanti classici. Anzi.
   

I “BEST OF”

Gli Scorpions conoscono indubbiamente bene il valore delle compilations riassuntive. Lo testimonia il seguente elenco, composto soltanto dai più importanti “best of” fatti uscire dalla band capitanata da Klaus Meine e Rudolf Schenker.

“Best Of” Vol. 1 e 2
“Gold Ballads”
“Hot And Slow”
“Hurricane Rock”
“Hot And Heavy”
“Selection”
“Still Loving You”
“Hot And Hard”
“Best Of Rockers And Ballads”
“Deadly Sting”
“Classic Bites”
“Rock Galaxy”


Ritengo, inoltre, degni di menzione due tributi realizzati per onorare gli Scorpions. Uno intitolato semplicemente “A Tribute To…”, l’altro dal nome “Covered Like A Hurricane. A Tribute To…”.


ALCUNE CURIOSITA’

Bon Jovi, Metallica, Def Leppard ed Iron Maiden, fra gli altri, hanno tutti aperto, chi prima chi dopo, i concerti degli Scorpions.

1983: i Nostri suonano di fronte a 325.000 persone al Festival di S.Bernardino, California.

1984: 60.000 i fans mobilitatisi per la band in occasione del concerto da questa tenuto al Madison Square Garden di New York.

Il sigolo “Still Loving You” vendette, solo in Francia, 1,7 milioni di copie.

1985: al Rock In Rio Festival di quell’anno, al quale la band partecipò, assistettero 350.000 persone.

1986: gli Scorpions prendono parte al mega/evento Monsters Of Rock di Budapest; uno dei primi del genere nell’allora ancora esistente blocco socialista.

1988: in occasione dei loro 10 concerti consecutivi tenuti nell’allora Leningrado, U.R.S.S., (oggi S. Pietroburgo, Federazione Russa), gli Scorpions si esibiscono di fronte a 350.000 persone complessivamente.

Agosto 1989: assieme a Bon Jovi, Motley Crue, Skid Row, Cinderella ed Ozzy Osbourne, la band prende parte, allo stadio Lenin di Mosca, al Moscow Peace Music Festival. 260.000 i fans lì presenti.

Estate 1990: in coppia con Uli Roth, Klaus Meine esegue il brano “In The Flesh ?” nell’ambito dell’opera musicale “The Wall”, allestita a Berlino dall’ex/Pink Floyd Roger Waters per celebrare la caduta del Muro.

1999: la track “Du Bist So Schmutzig” (“Tu sei così sporca“), presente su “Eye…”, è la prima , e per ora unica, canzone “ufficiale” cantata dai Nostri nella loro lingua madre.

Novembre 1999: al concerto tenuto per festeggiare i 10 anni dalla caduta del Muro, la band si esibisce con 186 violoncellisti.

Giugno 2000: coadiuvati dalla Orchestra Filarmonica di Berlino, gli Scorpions suonano all’inaugurazione dell’Expo2000 di Hannover.

 
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