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SCHEDA TOTO
luglio/agosto/settembre 2003

A cura di GIOVANNI "Stranger In Town" SALATI

Nati dalla feconda unione creativa di alcuni, fino a quel momento, importanti musicisti di studio operanti nell’area di Los Angeles, i Toto esistono dal 1977. Vista la differente estrazione dei di esso componenti, il gruppo incorpora nel proprio repertorio molti stili musicali ma verte prevalentemente sull’AOR, “condendo” il tutto, in primo luogo, con una perizia compositiva, ed “esecutiva/arrangiatoria/produttiva” di assoluto livello, ottenuta, la perizia in questione, anche, tra l’altro, grazie sia all’alternarsi alla voce, oltre al “lead singer” di turno, dei comunque quotati Steve Lukather e David Paich, sia alle qualità contributive, in termini di ideazione, patrimonio, le appena menzionate qualità, di tutti i membri del gruppo (un dato, quest’ultimo, tutt’altro che comune). L’esordio omonimo del 1978 consegue un successo enorme, come pure, sebbene sia un po’ più “oscuro” nel sound del proprio predecessore, il successivo “Hydra” (1979). “Turn Back” (1981), stilisticamente “aggressivo” come “Hydra”, vende meno del previsto, “quasi”, però, a voler “volontariamente” ancor di più contrastare con l’esplosione planetaria della quale i Nostri godranno con “Toto IV” (1982), soprattutto sulla scorta dei due celeberrimi singoli “Africa” e “Rosanna”. Rimpiazzato il dimissionario cantante Bobby Kimball (divergenze “musical/caratteriali” alla base dello split) con l’ex-Trillion ed ex-Le Roux Fergie Frederiksen, la band è, nel frattempo e con la collaborazione anche di Brian Eno, impegnata con la stesura della colonna sonora del film di fantascienza “Dune” (vi reciterà anche Sting, mentre gli Iron Maiden dedicheranno alla trama del film la canzone “To Tame A Land”, ultimo pezzo del loro quarto album, “Piece Of Mind” del 1983): un lavoro totalmente strumentale caratterizzato anche da marcate influenze classiche.

Grazie alla riuscita combinazione tra la voce acuta e potente del nuovo entrato e la fantastica chitarra di Steve Lukather, “Isolation” (1984), prima “release” con il nuovo cantante, è considerato dalla maggior parte degli appassionati di “hard rock” come il miglior lavoro in assoluto della band. Quasi incredibilmente, però, sia l’album che il singolo “Stranger In Town” si rivelano una delusione dal punto di vista delle vendite e ciò, come conseguenza, si ripercuoterà nell’allontanamento di Frederiksen dalla band, sostituito, a sua volta, da Joseph Williams. La band modifica i propri piani in senso musicalmente più “malleabile/accessibile” ma, anche stavolta (nonostante, comunque, una altissima e costante qualità artistica), sia l’album “Fahrenheit” (1986) che il singolo “I’ll Be Over You” (quest’ultimo, tra l’altro, usato anche come sigla finale delle puntate della telenovela/soap opera “Anche i Ricchi Piangono”!!!!) godono di un non soddisfacente riscontro commerciale. La crisi ed il tracollo definitivi, potenzialmente molto vicini all’epoca, la band li evita quasi in “zona Cesarini”, tornando improvvisamente/inaspettatamente ai fasti di un tempo (anche in fatto di copie vendute…) con il settimo album, non proprio originalissimamente intitolato… “The Seventh One” (1988). Si tratta di un disco, infatti, letteralmente baciato in fronte, in primo luogo in Europa e Giappone, dal successo enorme del singolo “Stop Loving You” che sbanca le classifiche pop internazionali. Paradossalmente, l’album è decisamente più aggressivo del precedente e sembra indicare come la Band abbia finalmente trovato (ma mai che ci fosse andata tanto lontana, intendiamoci…questo gruppo di classe e perizia ne ha da vendere…) la giusta misura fra accessibilità pop, sofisticatezza/raffinatezza AOR e “muscolarità” “hard rock”.

Nel 1990, onde tirare le somme di 13 anni di attività (ed anche per “far rientrare nei ranghi” uno Steve Porcaro impegnatissimo in numerose attività collaterali), i Toto immettono sul mercato l’antologia “Past To Present: 1977-1990”. Nei quattro inediti in essa inclusi, però, al posto di Williams, dietro il “microfono principale”, c’è il sudafricano Jean Michael Byron la cui, a sua volta, permanenza nella band, evidenziando infatti egli una timbrica “soul” che contribuisce ad influenzare in senso poco convincente le scelte musicali del gruppo, durerà poco più che lo spazio di un mattino, prima di poter essere “lasciato libero” di dedicarsi alla propria carriera solista (iniziata con il primo album intitolato “Byron” ed uscito nel 1991). Che la band non fosse poi entusiasta della scelta effettuata, è del resto dimostrabile da come gli stessi Toto, una volta resisi conto dell’ “errore”, avessero voluto che Kimball, con il quale si erano nel frattempo svolti abboccamenti per un eventuale suo rientro in formazione, cantasse proprio a partire già da “P.T.P.”; una richiesta, però, che la casa discografica bocciò e che “costrinse” i Nostri ad un peraltro riuscito tour internazionale con Byron, che, al termine del quale lasciò il gruppo, il quale-il tour in questione-aiutò la raccolta a raggiungere lo status “disco di platino” in molti paesi ed a trasformare il singolo “Out Of Love” in un (probabilmente più che) “piccolo hit”, soprattutto europeo e giapponese.

Trascorsa la maggior parte del restante 1991 e buona parte dell’anno successivo, con Lukather come “lead singer”, impegnati tanto nella stesura del nuovo album in studio quanto nella partecipazione ad alcuni importanti festival (tra i quali quello Jazz di Montreaux in Svizzera), i Toto verranno colpiti, nel corso dell’appena sopra menzionato 1992, da una vera e propria tragedia. Il 5 Agosto infatti, poco prima della già da tempo programmata uscita del nuovo album intitolato “Kingdom Of Desire”, il batterista Jeff Porcaro muore per un attacco di cuore causato da un violenta reazione allergica ai pesticidi che stava usando per il giardino della propria casa. Verrà sostituito da Simon Phillips, con il quale la band darà alle stampe “Absolutely Live” del 1993 al quale seguirà, due anni più tardi, “Tambu” il quale, anche sulla scorta del buon successo europeo e giapponese del da esso primo singolo estratto “I Will Remember”, verrà presentato ai fans nel corso di un tour europeo, giapponese e sudamericano (parte del quale vedrà l’ex-David Lee Roth Band Greg Bissonette dietro le pelli causa problemi alla schiena di Phillips) culminato, tornata la band in Europa, nel “support slot” inglese per Tina Turner.

Dopo quasi due anni di interruzione, utilizzati dai vari membri dei Toto per “distrarsi” con i rispettivi progetti solisti (una panoramica sui quali, molti di essi in attività da ben prima del biennio 1995-1997, è disponibile poco sotto), Lukather e Paich cominciano a dedicarsi alla stesura di una compilation celebrativa del ventennale dell’esordio discografico della band, contenente anche inediti e rarità varie, per il completamento della quale saranno attivi anche Williams e Kimball. L’uscita di “Toto XX”, questo il nome dell’album in questione, aprirà la strada al rientro in formazione proprio di Kimball il quale, nel 1999 ed ovviamente con il resto della band, farà uscire “Mindfileds” il cui tour promozionale, il cui “documento live ufficiale” prenderà il nome di “Livefields” (2000), culminerà ancora una volta in un importantissimo “support slot”: quello per Eric Clapton in Messico. L’ultimo capitolo, per il momento, della “Toto-Saga”, uscito piuttosto recentemente, si intitola “Through The Lookin’ Glass”, e vede i Nostri alle prese con alcuni dei pezzi di altri artisti che più apprezzano. Il relativo tour promozionale li ha portati, nel corso del mese di luglio 2003, anche in Italia pure il cui pubblico, però, ha potuto notare l’assenza di David Paich. Ufficialmente, pare sia stato trattenuto a casa da problemi di salute in famiglia, anche se voci NON CONFERMATE, raccolte in rete, farebbero pensare, piuttosto, a ben altre motivazioni: il Nostro si sarebbe preso “una pausa” onde affrontare una delicata operazione di cambio di sesso e diventare, in tal modo, donna. La verità, in questo caso, è assolutamente indifferente a chi scrive. L’importante è che la band vada avanti sui livelli ai quali, per molto tempo, ci ha abituati. Il resto fa parte della vita privata di una persona e su di essa (sia la persona in questione un famoso musicista o un “Carneade qualunque”), non è assolutamente lecito indagare né, tanto meno, speculare.

DISCOGRAFIA
“TOTO”-1978-
Un esordio al fulmicotone nel quale spiccano, oltre alle peraltro notevolissime “Child’s Anthem”, “Girl Goodbye” e “Manuela Run”, le “sempiterne” “Hold The Line” e “Georgy Porgy”.
“HYDRA”-1979-
Più “serioso” del proprio predecessore. Ottime “St.George And The Dragon”, “All Us Boys”, “White Sister” e “Lorraine” ma, soprattutto, va assolutamente menzionata la presenza di un altro “straclassico” come “99”.
“TURN BACK”-1981-
Non un capolavoro assoluto ma certamente saldissimo nella propria qualità. Ascoltare “Gifted With A Golden Gun”, “Chicago” ed “English Eyes” per credere.
“TOTO IV”-1982-
Il “Toto-Album” per eccellenza? Difficile a dirsi. Certo, “Afraid Of Love” è splendida e, per di più, si affianca a tre assoluti “pezzi da 90” come “Africa”, “Rosanna” e “I Won’t Hold You Back Now” (della quale il dj/produttore statunitense Roger Sanchez ha realizzato, nel corso della seconda parte del 2001, una versione “house” intitolata “Another Chance”- dal verso iniziale della canzone in questione, il quale recita: “If I Had Another Chance Tonite…”- promossa dal relativo video che vedeva come protagonista una ragazza bionda che si aggirava per le strade di New York con in mano un enorme cuore rosso che cresce di dimensioni via via che il video va avanti).
“DUNE O.S.T.”-1983-
Colonna Sonora del film omonimo.
“ISOLATION”-1984-
A parer dei “palati più raffinati”, il miglior album di sempre della band. Anche chi non fosse d’accordo con una valutazione simile, non può, però, assolutamente prescindere dalla qualità di un trittico come quello formato dalla “title-track”, da “Carmen” e da “Stranger In Town”.
“FAHRENHEIT”-1986-
Decisamente “pop-oriented”, ma la classe non è certo acqua. La “title-track” e “I’ll Be Over You” su tutte.
“THE 7TH ONE”-1988-
Il disco della “riscossa”. “Pamela” e “Stop Lovin’ You”, trainando un album eccellentemente bilanciato fra potenza e melodia, riportano i Nostri in cima alle classifiche di tutto il mondo.
“PAST TO PRESENT:1977-1990”-1990-
“Greatest Hits” utile a fare il punto della situazione. Non imprescindibili gli inediti con il nuovo e meteorico “lead singer”, J.-M- Byron, dietro il microfono.
“KINGDOM OF DESIRE”-1992-
Sicuramente un buon album. Steve Lukather guida i Nostri, anche da dietro il microfono principale, verso un approdo certamente positivo attraverso pezzi come “She Knows The Devil”, “Gypsy Train” e, soprattutto, “Don’t Chain My Heart”.
“ABSOLUTELY LIVE”-1993-
Il nome dice tutto.
“BEST BALLADS”-1994-
“Idem” come appena sopra.
“TAMBU”-1995-
Benissimo prodotto ed estremamente raffinato, l’AOR dei Toto è ben poco “in” in piena “era grunge-alternative”. “Ghost Of Faith” e “I Will Remenber” gli “highlights” di un buon album.
“TOTO XX”-1998-
“Greatest Hits” celebrativo del ventennale della band. Ricco di inediti e rarità.
“MINDFIELDS”-1999-
Disco apprezzabilissimo e piuttosto eclettico (forse anche un po’ troppo?). Tra influssi AOR-Rock (“After You’ve Gone”, “Mysterious Ways”), quasi-reggae (la “title-track”), blues (“High Price Of Hate”) e molto altro ancora.
“LIVE FIELDS”-2000-
Dal vivo i Nostri non ne sbagliano una.
“HOLD THE LINE. THE VERY BEST OF TOTO”-2001-
“Greatest Hits” speciale per il mercato svedese, in particolare, e scandinavo, in generale.
“GREATEST HITS…AND MORE”-2002-
“Greatest Hits” speciale per il mercato nederlandese, in particolare, e del BeNeLux, in generale.
“GREATEST HITS LIVE…AND MORE”-2002-
“Idem” come appena sopra ma dal vivo.
“THROUGH THE LOOKING GLASS”-2003-
Album di “covers” complessivamente ben più che riuscito, ad eccezione, però, di una discutibile riproposizione di “While My Guitar Gently Weeps” dei Beatles. Le “reprises” di pezzi di, fra gli altri, Elton John, The Animals, Elvis Costello, Stevie Wonder e Bob Marley (solo per citare qualche nome) sono, “a-là-Toto”, ineccepibili.
 
PROGETTI SOLISTI
(accanto al nome del membro della band coinvolto, i titoli dei dischi)
STEVE LUKATHER
“Lukather”, “Candyman”, “Steve Lukather & Los Lobotomys”, “Luke”, con Lenny Carlton “No Substitutions”, con i Los Lobotomys “In Concert”.
SIMON PHILLIPS
“Protocol”, “Symbiosis”, “Another…”, Simon Phillips’ Protocol “Force Majeure”, Simon Phillips & Jeff Basko “Vantage Point”.
PORCARO BORTHERS (Steve & Mike)
“Young At Heart”.
 
(ALCUNI) ALBUMS “COLLATERALI”
KARIZMA
“Dream Come True” (partecipano anche Paich, Procaro, Lukather).
JOSEPH WILLIAMS
“I Am Alive”, “3”, “J.W.”.
EDGAR WINTER
“Winter Blues” (partecipa anche Kimball)
DEREK SHERINIAN
“Inertia” (partecipa anche Lukather), “Black Utopia” (partecipano anche Lukather, S.Phillips).
F.FREDERIKSEN
Trillion, David London, LeRoux, Mecca (bands/progetti nelle/nei quali il Nostro ha militato), “Frederiksen/Phillips”, “Equlibrium” (albums solisti).
 
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