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Intervista raccolta da Stefano Bonelli e pubblicata sulla webzine www.tempi-duri.it, gennaio 2006
tempi_duri.it
Abbiamo adesso la possibilità di farvi dire la sua da un talento della sei corde come lo è indubbiamente Marko Pavic chitarrista di origine Serba e che da poco con il suo gruppo omonimo ha pubblicato un interessante esordio.

Allora caro Marco ti dico subito che per me è stato un piacere poterti incontrare dopo il concerto alla Stazione Birra che avete tenuto come spalla ad Alex Masi sei soddisfatto di come sono andate le cose?

Sì, molto. Grazie a te e tutto il pubblico per la partecipazione. Per noi è stato un concerto importante, non solo per la presentazione del disco ma anche perché era la nostra prima uscita con la nuova formazione. Inoltre, è stato un piacere aprire per due bravissimi musicisti di fama internazionale come John Macaluso ed Alex Masi.

Cosa pensi di un locale come la Stazione? Te lo chiedo perché l’opinione generale è che in se per se il locale abbia un ottimo impianto ed un ottima birra cosa forse più importante

Che dire? Penso che Stazione Birra sia uno dei più importanti locali della capitale, sia per i musicisti che suonano, sia per il pubblico che assiste ai concerti. Lo spazio è ampio ed il sound è ottimo. In più hanno la birra di produzione propria!

Da quanto esiste il tuo gruppo e come vi siete incontrati con un artista valido come Chris Catena?

Il gruppo esiste da diversi anni anche se non sempre siamo stati attivi. Prima di questo disco abbiamo realizzato due demo e fatto alcuni concerti. Con Chris ci siamo conosciuti durante la realizzazione del suo album di debutto “Freak Out”. Gli piaceva il mio pezzo “Take me away” e lo voleva utilizzare per il disco. Da lì è nata l’amicizia.

Domanda un pò scontata ma necessaria puoi dirci quali sono le tue influenze a livello chitarristico?

Le mie influenze spaziano da chitarristi blues e rock come Jimmi Hendrix, Robert Johnson, Stevie Ray Vaughan, fino a Steve Vai, Eddie Van Halen, Andy Timmons, Ritchie Blackmore, Yngwie Malmsteen, Kee Marcello...Sono davvero tanti i musicisti che mi ispirano. Mi piace ascoltare tanta musica diversa dal Jazz anni 60 fino al Pop, anche se le mie origini e la vera passione sono l’ Hard Rock.

Il fatto che tu sia di una nazionalità diversa ti ha creato problemi per quanto riguarda sia i rapporti interpersonali e quelli con i tuoi colleghi qual è stato il tipo d’atteggiamento che hai incontrato e come hai reagito?

No, nessun problema. Io vivo in Italia da ormai 14 anni e non ho mai avuto problemi da questo punto di vista.

Ho ascoltato con grande interesse il tuo cd e debbo farti i miei più vivi complimenti, ho anche notato la presenza d’importanti ospiti che hanno collaborato alla realizzazione di questo cd vuoi dirci come è stato possibile tutto ciò?

Grazie per i complimenti, mi fa piacere che ti è piaciuto il CD. L’idea di avere qualche ospite è nata da Chris visto che queste persone avevano in precedenza collaborato al suo album solista. Gli abbiamo chiesto se volevano partecipare e loro hanno accettato il nostro invito. Per me è stato un grande onore avere queste persone sull’album, come anche tutti gli ospiti italiani. Con Vitalij Kuprij ci siamo incontrati un paio di volte a Roma mentre con Kee Marcello abbiamo anche fatto due concerti, a Roma e Gallarate, con la Chris Catena Band.

Ho anche apprezzato la cover di Logical Song stata presa da Breakfast in America dei Supertramp e il risultato a mio avviso molto interessante vista la poca duttilità di un brano come quello che ben poco si presta ad esser suonato in modo diverso dall’originale avete incontrato particolari difficoltà nel suonare e registrare questo pezzo?

Grazie, volevamo fare una cover diversa dal solito, così abbiamo preso “Logical Song” e l’abbiamo appesantita, suonandola a modo nostro, lasciando invariata la struttura originale. È stato un esperimento visto che il brano originale non ha nulla a che fare con l’Hard Rock.

Qual è secondo te l’album più bello che i Supertramp hanno realizzato?

Beh, “Breakfast in America” è un gran bel disco.

Un genere come il vostro essendo orientato verso un suono AOR non pensi che forse sia più adatto ad un audience di una certa età e che magari un target più giovane abbia altre esigenze di ascolto come vi ponete in questo senso ?

Questo può essere vero semplicemente perché le mode cambiano e il genere come il nostro oggi non ha la visibilità che aveva un tempo e quindi i ragazzi di oggi non sono neanche a conoscenza di certi nomi e gruppi del passato. Questo non vuol dire che le mode non cambino ancora! Oggi giorno esiste una varietà di musica infinita e a differenza dal passato quando la musica veniva imposta dai media, oggi penso che la gente si vada a cercare le cose che gli piacciono e vuole ascoltare, a prescindere dalle mode del momento.

Quali i vostri programmi immediati?

In questo momento stiamo lavorando con la nostra agenzia in Germania per la promozione dell’album. Il disco sarà, per adesso, distribuito in Germania, Francia e tutta la Scandinavia, mentre ci stiamo organizzando con i distributori degli altri paesi. Cercheremo inoltre di suonare dal vivo il più possibile dopo di ché ci metteremo a lavorare sul prossimo album.

Bene siamo giunti al termine volete aggiungere dell’altro?

Grazie per lo spazio che ci hai dedicato, tutto lo staff ed i lettori di Tempi duri.Rock on!!
 
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