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Registrare la chitarra

In questo luogo cercherò di descrivere il mio percorso nel registrare le chitarre per il mio ultimo CD. E' chiaro che in questo campo non esiste un procedimento assoluto da seguire, ma (per fortuna) sì ha la posibilità di sperimentare in base ai propri gusti e alla strumentazione disponibile. Tuttavia, esistono alcune "regole base" per evitare "errori" (oppure orrori!). Tutto quello che trovate qui e solo un'opinione personale e non un metodo assoluto.

Tutte le chitarre, come la maggior parte dell'album, sono state registrare presso lo studio "I Fenomeni" di Roma, dietro la guida di Fabrizio Frezza, fonico dello studio. Per me, registrare la chitarra, è la ricerca del suono giusto per un determinato pezzo o parte. Inutile dire (e non lo dico io) che i migliori risultati per registrare la chitarra Rock si ottengono microfonando un'ampli, preferibilmente ad un volume alto. Personalmente non sono mai stato un sostenitore di simulatori digitali di ampli, software o cose simili. Li trovo comodi per studiare, registrare provini, ma non per registrazioni definitive. Perchè usare un simulatore del Plexi se puoi registrare con il vero Marshall Plexi? (almeno te lo puoi far prestare o affitare per registrare...)

Chitarre
Le chitarre utilizate erano due Ibanez, la RG770 e la JEM777 e per qualche brano (sopratutto le parti Clean) è stata utilizzata la Fender Startocaster. Le Ibanez, equipaggiate con pickup della Dimarzio, hanno un suono corposo e un pò "nasale", caratteristica tipica degli Humbucker, pickup a doppia bobbina. La JEM monta i PAF-pro, mentre la RG770 aveva inizialmente i pickup di serie (anch'essi Dimarzio), in seguito sostituiti con i Dimarzio Breed. I Breed, a mio avviso risultano un pò più "acidi", nonchè più potenti rispetto ai classici PAF-pro. Queste due sono le mie chitarre preferite, usate per registrare quasi tutte le ritmiche e soli. La stratocaster, dall'altra parte, essendo famosa per il suo tipico suono cristallino, l'ho usata per registrare le parti pulite. I due Dimarzio HS-3 montati al manico e al ponte mantengono la tipica timbrica "strato", migliorandone secondo me le caratteristiche. Il suono con il pickup al ponte è molto più gradevole e meno tagliente rispetto ai single-coil originali. Gira la voce che gli HS-3 sono pickup ad alta potenza e adatti al metal, visto che li usa anche il maestro Yngwie Malmsteen. In realtà, questo pickup ha l'uscita bassisima (93 mV per l'esatezza, contro i 300 mV del PAF-pro oppure i 404 mV del Dimarzio Evolution). L'HS-3 è un pickup molto silenzioso (è un Humbucker verticale e non un single-coil) ed equilibrato come risposta di frequenze, ma non vi aspettate il tipico suono Metal!

Pedali
Il segnale dalla chitarra entra nell'overdrive DOD250 e dopo dritto nella testata. In qualche occasione è stato utilizzato il wha-wha Cry Baby collegato tra chitarra e overdrive. L'overdrive, con il volume a 10, serve ad alzare il segnale per saturare più facilmete la testata. Per l'ocassione ho provato diversi booster/ overdrive, incluso il TS-9 Tube Screamer, il Boss DS-1, ma con questo tipo di setup, il DOD250 è risultato sempre la scelta migliore. E' interessante sentire come certi pedali suonano bene o suonano "male" in relazione ad ampli a cui sono collegati. Nel mio caso, la JCM800 chiamava il DOD250 e basta! Sulla pedaliera si trova anche l'accordatore per verificare ogni tanto l'accordatura. Non vogliamo fare la nostra migliore "take" con la chitarra scordata, eh?

Ampli
La testata, la 2203 della Marshall, collegata alla sua cassa 4x12 è ripresa da 2 microfoni, uno dinamico e uno a condensatore. Per registrare, il volume della testata va tenuto moooolto alto. Questo, sia per "far suonare" le valvole del finale, sia per "far suonare" la stanza di ripresa, anch'essa importante per la resa finale. Non a caso nelle foto che mostrano i grandi studi famosi, si vedono stanze enormi, magari con le pareti di legno o di roccia. Le riflessioni di una stanza calibrata aiutano parecchio il suono e ne migliorano le caratteristiche. Nel caso mio, la stanza di ripresa era di dimensioni più "umane" ed in ogni modo trattata nel modo giusto per suonare bene. I due micofoni usati erano il Shure SM57 ed il AKG 414 (successivamnte scartato). Il microfono dinamico e quello a condensatore fanno una ripresa completamente diversa. Ascoltare per decidere. Nel mio caso ho lasciato il SM57 che dava un suono più diretto e "tagliato" per le frequenze della chitarra.


Preamplificatore
Altro anello importante nella catena di ripresa è sicuramente il preamplificatore per il microfono. Il micofono, sia dinamico sia a condensatore ha in generale un segnale d'uscita molto basso. Qui entra in gioco il preamplificatore che serve a portare il segnale ad un livello accetabile per la registrazione. Il preamplificatore inoltre, "colora" un pò il suono, sopratutto se valvolare. Nel mio caso, abbiamo utilizzato un Focusrite (il pezzo rosso nella foto).


Equalizzatore
Dopo il Focusrite è la volta del Tubetech, equalizzatore parametrico dal look vintage. Per la ripresa utile ma non indispensabile. Tanto la chitarra va in ogni modo riequalizzata nella fase di missaggio in base anche agli altri strumenti. Con l'eq il suono si lavora ulteriormente tagliando o aumentando le frequenze desiderate (spesso risulta molto meglio tagliare che aumentare, esempio: tagliare i bassi invece di aumentare gli alti). Cmq, anche qui l'orecchio è quello che dà l'ultimo giudizio.


Compressore
Il compressore della Urei (il pezzo centrale, quello color argento) è un'altro strumento interessante, da usare con moderazione. Una volta compresso il segnale, non si può tornare indiero, non esiste il "decompressor"! Il suono distorto proveniente dall'ampli è in genere già compresso. Le parti pulite invece sono più dinamiche e neccessitano di un pò di compressione. Anche il compressore, come l'eq può essere usato (anche) in fase di missaggio. Ricordo che lo scopo del compressore è rendere uniforme il segnale, alzandolo dove basso e abbasandolo dove risulta alto.

Registratore
Infine, il segnale arriva nel registratore, nel nostro caso il sistema Pro Tools, diventato ormai standard per quanto riguarda l'Hard Disk recording. La comodità di Pro Tools non sta tanto nel software, quanto nel suo sistema hardware che gestisce i dati in entrata ed uscita. In questo modo il sistema può funzionare anche con un computer (PC o Mac) non potentissimo, visto che il peso grosso della gestione dei dati è a carico dell'hardware Pro Tools e non del computer.

In seguito ho postato il riff iniziale di "Don't Give Up On Your Dreams". Ascolta le riprese dei due microfoni (anche se l'mp3 non è uguale al file originale registrato a 24 bit, 48 KHz) e la versione finale, come risulta sul CD. Nella versione definitiva, la chitarra è stata doppiata, una è stata "pan-pottata" a sinistra e l'altra a destra dell'immagine stereo. (I sample sono file mp3 di circa 250 Kb).

  • Ascolta il riff ripreso con il Shure SM57
  • Ascolta il riff ripreso con l'AKG 414 (in questo caso scartato nel missaggio)
  • Ascolta il riff nella versione definitiva del CD, dopo il missaggio ed il mastering

La maggior parte delle chitarre per il disco sono state registrate seguendo questo procedimento. Alcune volte magari si registrava senza l'eq o il compressore, ma direttamente dal pre-ampli Focusrite si andava nel Pro Tools. Ho provato anche testate diverse (es. Marshall JCM2000) per variare. Quello che conta alla fine è il suono finale. Se si è soddisfatti con il risultato finale, allora va bene. Tutti gli eventuali effetti digitali come il delay, riverbero, sono stati aggiunti in fase di missaggio. In particolare sono stati utilizzati i Lexicon PCM70 e PCM80 per i riverberi ed il Quadraverb dell'Alesis per i delay e uteriori riverberi.

Per quanto riguarda la chitarra acustica, il procedimento è simile. Al posto di microfonare l'ampli, si microfona la chitarra (niente pedali o ampli). In questo caso i microfoni a condensatore danno in genere risultati migliori rispetto a quelli dinamici. Inoltre, la posizione del microfono rispetto alla cassa di risonanza, influisce parecchio sulla ripresa. Da sperimentare la distanza e l'angolazione del microfono rispetto alla chitarra. Per questo scopo ho utilizzato due chitarre acustiche: la mia Takamine e la bellissima Maton (grazie a Franco Ventura che si aggirava nello studio quel giorno).

Questo è tutto, buona registrazione e sopratutto buon divertimento!
mp, marzo 2005

 
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