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Taste Some Liberty cover Recensioni su 'Taste Some Liberty'

- silentscreamzine.com -
Giunge all’esordio ufficiale la band di Marko Pavic, chitarrista nativo di Belgrado ma oramai da tempo gradito ospite nel nostro paese. Le coordinate stilistiche che questo “Taste Some Liberty” ci offre sono quelle che sarebbe lecito aspettarsi dal disco di un virtuoso della sei corde: hard rock di stampo classico, molto influenzato dai maestri che hanno fatto nascere il movimento negli anni ’70, al quale si aggiungono pesanti richiami al rock da arena e persino al metal melodico degli anni ’80. La carta vincente del disco sta proprio nella furbizia di Marko, che non si preoccupa solo, come spesso fanno suoi più celebrati colleghi, di mostrare le proprie doti tecniche, ma cura in primis il songwriting, cercando (con successo) di dar vita a brani sempre coerenti e piacevoli da ascoltare. Insomma, Marko si dimostra un musicista a tutto tondo e non solo un semplice e raffinato esecutore, e per questo i Pavic danno l’impressione di essere un’autentica band e non un mero progetto solista. Un ulteriore valore aggiunto è rappresentato, infine, dalle numerose ed importanti collaborazioni con cui il nostro ha arricchito il suo disco: Kee Marcello (Europe, K2), Tony Franklin (Blue Murder, Whitesnake), Vitalij Kuprij (Artension, Ring Of Fire) e Daniel Flores (Xsavior, Mind's Eye) partecipano infatti all’opera, il che, oltre a dare maggior spessore artistico al tutto, contribuirà certamente ad attirare maggiormente l’attenzione dei potenziali ascoltatori. Un ottimo esordio, alla fine, certamente perfettibile in alcuni aspetti (soprattutto nell’approccio vocale) ma che fin da adesso ci mette in mostra un musicista dotato e, ciò che più importa, già maturo.

Dario Adile

- disintegration.it -
Diciamo che quando mi è capitato tra le mani questo disco ero molto più curioso di ascoltarlo per gli ospiti menzionati piuttosto che per il progetto in sé stesso. Con mio enorme stupore, invece, già dalle prime note della opener "Restless Soul" ho capito che il progetto non era un bluff, ma che al contrario la band ha una sua identità forte anche nell'esecuzione dei brani. Intendo dire che sicuramente si sentono le influenze di diversi gruppi ma che comunque le canzoni sono molto dirette e originali. Si procede con "Summer of ‘98", singolo del disco, che non a caso appare la più immediata e più radiofonica, arricchita dalla presenza di sua maestà Kee Marcello che con il suo solo sembra riportarci alle atmosfere del bellissimo "Prisoners In Paradise"degli Europe. Da segnalare anche la rivisitazione della cover dei Supertramp"Logical Song", rinvigorita con suoni e riff heavy, che si sposano perfettamente con la dolce melodia. Alla voce spicca la bravura di Chris Catena, che in questo lavoro sembra avere cambiato decisamente orientamento vocale rispetto a tutti i suoi precedenti lavori e devo dire che personalmente lo trovo molto più interessante in queste vesti. La bravura di questo gruppo non si mette proprio in discussione e devo dire che anche la sezione ritmica formata da Alex Ferrara e Daniel Flores offre ai brani un groove degno di nota, mentre il tappeto di tastiere dà alla band una atmosfera meno pesante e heavy. Si prosegue con "Desperate Cry" e "Convincted" fino ad arrivare alla bellissima e toccante"Sail With Me"che fornisce una prova decisamente super per pathos e feeling. Chiude il disco "Death Alley Driver", rockeggiante e grintosa, che pone fine ad un lavoro ampiamente superiore alla media. Consigliato a tutti gli amanti di atmosfere europe-toto-whitesnake e derivati, ma soprattutto consigliato agli amanti della bella musica. Spesso andiamo a cercare prodotti super pubblicizzati e non ci rendiamo conto che abbiamo belle cose anche in casa nostra, speriamo che con questo disco non succeda... Lacuna Coil insegnano!!!

Michelangelo Lubrano

- extramusic.it -
Esordio ufficiale sulla lunga distanza per i Pavic, capitanati dal chitarrista belgradese, ma romano d'adozione, Marko Pavic, a sua volta già ascoltato in occasione dell'interessante ed abbastanza recente debutto di Chris Catena. Questo "Taste Some Liberty", che vede come ospiti, tra gli altri, Kee Marcello, Vitalij Kuprij e Tony Franklin, consta di 12 pezzi di valido hard rock, per lo più "class-'80-iano-piacione" ("Desperate Cry" e "Night Life", per esempio) ma, allo stesso tempo, non privo di frangenti decisamente "Deep Purple-iani/Rainbow-iani" ("Convicted", la riproposizione della storica "Death Alley Driver"). Indubbiamente un buon esordio che i fautori del "melodico" dovrebbero prendere in considerazione.

Giovanni Salati

- tempi-duri.it -
Kee Marcello (Europe, K2), Tony Franklin (Blue Murder, Whitesnake), Vitalij Kuprij (Artension, Ring Of Fire) e Daniel Flores (Xsavior, Mind's Eye) sono gli ospiti che partecipano a questo esordio di questo gruppo che porta il nome del chitarrista Marko Pavic,musicista nativo di Belgrado e trapiantato in Italia paese nel quale ha trovato una manciata di ottimi suoi colleghi con i quali ha realizzato questo interessante album. Il nome che spicca fra tutti è senza dubbio quello di Chris Catena il quale sembra aver trovato la sua panacea con Marko dando un ulteriore prova della sua bravura,sfoderando così un prova convincente e vincente. I brani che fanno parte del risentano della grande influenza dell’hardrock inglese nel periodo 70/80 e la riprova di ciò, è confermata dal riffing del serbo che fa capire che ci troviamo di fronte si ad un virtuoso della sei corde, ma che tiene più ad un discorso razionale a livello chitarristico, prediligendo più un songwriting a favore di una costruzione strutturale che si diriga più sul valore della canzone che non ad estremismi chitarristici che ormai lasciano il tempo che trovano. A chiudere l’album troviamo anche una cover dei Rainbow intitolata “Death Alley Driver”che se ricordo bene è stata tratta dall’album “Bent Out Of Shape” che tra l’altro la band ha anche seguito dal vivo alla stazione birra come opening act per Alex Masi assieme ad un altro caposaldo dell’arcobaleno ovverosia quella “Long Live Rock’n’Roll”che da sempre viene cantata a squarcia gola da tutti sia da chi la esegue e sia presenti,quindi se vi ritenete sostenitori del metal targato Italia ma che ormai si può dire che ci sia a tutti gli effetti un via, uno stile tutto italiano di fare hard rock dimostrate di esserlo acquistando questo cd sarà un regalo che farete in primis a voi visto anche il periodo,ma soprattutto farete felici una band che possiamo tranquillamente affermare già tra le migliori del panorama italiano.

Stefano Bonelli

 
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